C’era una volta Bevagna..e c’è ancora!

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Un piccolo borgo pieno di storia, tesori e atmosfera

C’era una volta un puntino sulla mappa dell’Italia, di nome Mevania, che richiamava a se’ genti da tutte le parti.

Bevagna

Queste genti, oggi conosciute sotto il nome di “Umbri”, antico popolo che abitava la Valle Umbra, vi si recavano per raggiungere la loro Capitale e per venerare i loro Dei, nei vari santuari ritrovati qui e nelle zone confinanti.

Facciamo un salto in avanti e tra le stradine acciottolate di Mevania, troviamo i Romani, intenti a realizzare importanti opere come il Teatro Romano (poteva ospitare circa diecimila persone!), le terme e tanti tesori ancora nascosti lungo quel pezzo di Via Flaminia, che passava per questa terra, all’epoca molto conosciuta per via dei traffici commerciali che si svolgevano. Mevania prosperava anche grazie al sistema di vie d’acqua navigabili che abbracciavano permettendo alle merci di fare scalo proprio qui.

Nel periodo medievale la cittadina si trasforma e si impregna di quell’atmosfera di religiosità, comunità coesa ma chiusa e tradizione che tutt’ora si vive, in particolar modo in Piazza Silvestri, dove si erge maestoso il Palazzo dei Consoli e ben tre Chiese: San Michele Arcangelo, San Domenico e l’incantevole San Silvestro, tanto suggestiva quanto povera di decorazioni interne.

Cosa vedere a Bevagna?

Non starò qui a parlarti delle Chiese principali (già menzionate in parte sopra), delle sedie con i soprannomi lungo il corso, del Mercato delle Gaite o della Piazza tra le più belle d’Italia. Tanti ne hanno già parlato, sarebbe superfluo raccontati ancora di loro.

Io ti parlo di qualcosa che c’è a Bevagna ma che non si vede a prima vista, che la trovi magari nella mappa locale o che qualche bevanate te la racconta. Voglio farti conoscere di più su questo angolo d’Umbria, di circa cinquemila persone, che va al di là della visita superficiale di qualche ora; se vuoi capire un po’ Bevagna non puoi perderti questi luoghi, ricordati però di darti il giusto tempo per ammirare e per capire.

Parco della Scultura

Davanti al Monte Subasio, a Spello ed Assisi, 33 opere d’arte contemporanea colorano le colline nei pressi di Castelbuono, piccolissima frazione di Bevagna.
Questo museo all’aperto permanente, fortemente voluto da un grande artista bevanate di nome Paolo Massei, si inserisce in modo armonioso all’interno del paesaggio rurale, tra boschi, oliveti, vitigni e splendide viste sulla vallata. Per ben 5 km puoi passeggiare riempiendoti i polmoni di natura e arte.

Teatro Torti

All’interno del Palazzo dei Consoli, a fine 1800, nasce un piccolo teatro con le balconate in ghisa e un palcoscenico molto profondo, intitolato a Francesco Torti. Le circa 250 persone che possono accedere alla cavea, si vanno a sedere sulle comode poltroncine della platea, nei tre ordini di palchetti con sedie in legno o nella parte alta, il loggione, spiati dall’altro da delle splendide muse danzanti e putti intenti a suonare, dipinti dal maestro marchigiano Mariano Piervittori.

Chiesa di Sant’Agostino

Percorrendo Corso Amendola, che parte dalla Piazza principale e si snoda nella parte Ovest di Bevagna, arrivi alla Chiesa intitolata a Sant’Agostino, fondata nel ‘300, oggi di quella data rimane solo l’abside. La semplicità esterna, dove campeggia solamente una Madonna con Bambino e angeli del ‘400, si sposa magnificamente con i bellissimi affreschi interni del secolo successivo.

Lago Aiso

Una leggenda del ‘600 fa di questa sorgente artesiana un luogo unico e anche un po’ misterioso. Un uomo avaro, una tradizione non rispettata e una casa che sprofonda tra queste acque, non ti dico di più, chiedi direttamente agli abitanti di Bevagna di raccontarti la storia di Chiarò.

Questo piccolo specchio d’acqua nella campagna bevanate è facilmente raggiungibile anche in bicicletta; una volta qui vi si svolgevano anche delle piacevoli feste estive con cocomerata, questa è l’immagine che ho ancora scolpita nel cuore.

Terme Romane

Questi disegni fatti con tessere bianche e nere risalgono al II secolo d.C. e furono riscoperti sotto a due case solo nel 1891.
Molti turisti non ne hanno sentito mai parlare, ma in realtà sono un tassello imprescindibile del tessuto culturale cittadino, un pezzo di puzzle della storia romana che ti permette di immaginare come doveva essere la vita da queste parti, tanti e tanti anni fa. Il mosaico delle Terme romane racconta una storia unica, sei pronto ad ascoltarla?

Pietra di San Francesco

La Chiesa di San Francesco, preceduta da una fotografatissima scalinata, nacque nel 1275, ma nel 1700 venne trasformata internamente secondo il gusto di quegli anni. Al suo interno è custodita la pietra dove S. Francesco posò i piedi durante la Predica agli Uccelli, avvenuta in località Piandarca, non lontana dal centro storico.

In che periodo visitare Bevagna?

Bevagna è affascinante sempre, ti assicuro che non lo dico perché abito qui, ma perché davvero in ogni stagione offre uno spettacolo diverso: d’inverno le luci di Natale la rendono magica, in primavera la vegetazione torna a lambire i cortili e le piste ciclabili creando un grande giardino diffuso, d’estate l’atmosfera del Mercato delle Gaite con gli abitanti in costume e le bandiere agli edifici la colorano dappertutto, in autunno, infine, i colori caldi delle foglie e delle castagne mature la rendono una meta speciale, anche per gli amanti di vino e olio.

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